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Bmw Z3: Essenza roadster

La casa di Monaco nel 1995 spacca il mercato delle roadster, allora ancora fiorente, presentando la Bmw Z3. Una spider a due posti con una vasta gamma di motorizzazioni e dal grande successo commerciale, nonostante le agguerrite avversarie dell’epoca (Mazda Mx5, Mercedes Slk, Lotus Elise). La Z3 cessa di essere prodotta nel 2002, sostituita dalla Bmw Z4, già protagonista di un nostro approfondimento. Amata e rimpianta dagli appassionati, oggi è un’auto dalla rivalutazione sempre più crescente sul mercato.

Estetica

Esterni

C’è poco da dire, le linee sono da roadster per eccellenza, con muso lungo e abitacolo arretrato.

Il frontale risulta molto pulito e semplice, forte elemento di rottura, ahimè, con il design inutilmente elaborato delle Bmw moderne. Spicca su tutto la nervatura del cofano, l’orizzontalità dei fari e il doppio rene Bmw estremamente discreto.

Sulla fiancata l’evidente lunghezza del cofano dà bella mostra di se. Estremamente caratteristiche le prese d’aria a branche di squalo, presenti in ambedue i lati a ridosso dell’avantreno.

La linea della vettura a capote (manuale) aperta o chiusa non cambia sostanzialmente, richiamando ai fasti stilistici vintage anni 60.

Il posteriore è la parte più convenzionale della vettura, con il disegno tipico delle coupè/spider a due posti di quel periodo, poi adottato anche sulla successiva Z4.

Versione coupè

Nel 1998 arriva sul mercato la versione coupè. La carrozzeria rimane sostanzialmente simile, tranne per la presenza di un tettuccio spiovente dalle linee shooting-brake, che permette di avere un portabagagli dalla maggiore portata e dal migliorato accesso, rendendo però più sgraziata esteticamente l’eccellente linea dell’auto,a vantaggio di un maggior livello prestazionale, grazie all’irrigidimento del telaio.

Restyling

Nel 1999 la Bmw Z3 roadster e coupè sono protagoniste di un restyling che vede ridisegnato leggermente il posteriore e dove vengono aggiunti alcuni elementi estetici delle versioni M introdotte l’anno prima.

Interni

Qualità degli assemblaggi sempre al top in Bmw, con degli ottimi materiali che anche a distanza di oltre vent’anni tengono molto bene il passare del tempo. Ottimo il pellame dei sedili. Funzionale la presenza di vari scompartimenti .

Dal punto di vista della strumentazione la Bmw Z3 è ricca di tutto ciò che serve, con un cockpit analogico estremamente chiaro ed essenziale.

Per i due passeggeri lo spazio è ampio a bordo.

Il pilota riesce a settare molto bene la posizione di guida, grazie anche all’ottima collocazione della corta leva del cambio manuale.

Grande piacere di utilizzo dell’auto derivato anche dalla semplicità di ogni suo componente. La capote manuale ad esempio è semplicissima da aprire con una sola mano e una volta aperta offre una panoramica a 360 gradi attorno alla vettura. L’abitacolo risulta abbastanza ben isolato dalle correnti d’aria in fase di marcia.

Meccanica

Motore longiutudinale e trazione posteriore con un passo relativamente lungo di 2,446 m per un peso compreso tra i 1225 kg e 1450 kg. La Z3 attinge la meccanica dalla Bmw Serie 3 dell’epoca (E36) tra cui l’impianto frenante con quattro freni a disco e ABS e il servosterzo abbastanza diretto in fase di marcia sostenuta. Di provenienza E36 è anche la ciclistica anteriore, costituita da McPherson. Al posteriore invece abbiamo dei bracci oscillanti presi dalla precedente Serie 3 E30, rinunciando purtroppo a montare il validissimo sistema Z-link, presente sulla E36, che avrebbe reso ancor più raffinata questa già ottima spider.

Oltre al design, il punto di forza per l’epoca della Bmw Z3 è nella vasta gamma di motorizzazioni. Partendo con un 4 cilindi BMW 1.8 da 115 CV, fino ad arrivare ai 6 cilindri top di gamma 2.8 (196 CV) e 3.0 cc (232 CV).

Per il 3.2 da 320 CV è allestita appositamente per carrozzerie spider e coupè la versione M, con carreggiate allargate, prese d’aria maggiorate e cerchi da 17 pollici.

Tali ultime motorizzazioni citate risultano sconsigliate a piloti non esperti, poichè l’auto, se portata a limite, ha reazioni molto scomposte procurate dalla torsione del telaio. Scocca autoportante, nello specifico, derivata dalla Serie 3 Compact e che nella versione roadster non riesce a garantire affidabilità totale al pilota. Proprio per questo è consigliabile una motorizzazione come il 1.9 quattro cilindri da 140 CV o il 2.0 da 149 CV per viversi il leggendario 6 cilindri BMW in linea. Motori che non straripano di cavalli, ma che sono leggeri, offrono un buon rapporto peso potenza e riescono a farvi godere e sfruttare l’auto al meglio delle sue potenzialità.

La potenza non è tutto quando si ha la fortuna di viaggiare scappottati su una bellissima roadster dal baricentro basso, con un’ottima tenuta di strada, un motore aspirato che sale progressivamente di giri e un cambio manuale dai rapporti corti.

Viva la vita e chi decide di godersela a bordo di queste splendide macchine!

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