Cento Ottani

Pompa benzina nel sangue

Mondo auto

Ormai vi obbligano a comprare l’auto a rate: sempre peggio per i clienti

In un universo di marketing dove ormai ci viene sparata ogni pubblicità in ogni secondo della nostra vita non appena apriamo un’app di un cellulare, navighiamo su internet o guardiamo la tv, forse tendiamo a non renderci conto di come muta l’universo economico e commerciale attorno a noi. Un bombardamento che ormai riscontra solamente apatia e perdita di riflessione su ciò che stiamo ascoltando forzatamente. Nulla di tutto ciò però mi ha impedito di notare che, in ogni pubblicità automobilistica di ogni nuovo modello in vendita, il prezzo complessivo dell’auto sia stato sostituito dalla rata mensile.

Perché questa politica di marketing ha una spiccata assenza di trasparenza?

Di polveri bagnate ce ne sono fin troppe da nascondere grazie a questo astuto stratagemma di facciata; da prezzi di listino veramente troppo alti e ingiustificati, fino a questioni finanziarie che niente hanno a che vedere con il prodotto che immettono sul mercato.

Forse una politica commerciale riguardante tutte le case automobilistiche che ormai avranno notato in molti, ma che è bene spiegare nel migliori dei modi.

Cento Ottani, a differenza di gran parte delle testate giornalistiche, si predilige il compito di muoversi per tutelare il cliente e non il prodotto in vendita. Tutto dettato dal fatto che un cliente che ha a disposizione un prodotto valido e venduto nelle migliori condizioni, è potenzialmente un cliente soddisfatto, che può divenire un appassionato. Un cliente invece vessato e preso in giro da un prodotto scadente, tenderà sempre di più ad allontanarsi da questo mondo. La consapevolezza del prodotto valido per il cliente, in ogni sua sfaccettatura, diviene dunque sua fonte di tutela.

Cosa accadeva un tempo

Un tempo con il pagamento totale in contanti l’auto ti veniva addirittura scontata. La possibilità di acquisto con finanziamento era in ogni caso presente, tramite finanziare esterne convenzionate con la singola concessionaria.

Cosa accade oggi

Oggi il pagamento in contanti non è più possibile e l’acquisto diretto senza la mancata accensione di un finanziamento, implica un prezzo maggiorato del prodotto. Dopo la grande crisi del 2008 il finanziamento viene erogato e gestito da finanziarie controllate direttamente dal gruppo automobilistico proprietario della concessionaria.

Perché conviene a chi vende?

Percezione errata del costo del prodotto

Si tratta di un problema relativo principalmente al consumatore sul quale il mercato ci marcia sopra. Un prodotto rateizzato viene percepito in maniera molto più leggera, rispetto ad uno di pari prezzo privo di rateizzazione. I motivi sono semplici e viscerali, che non vi sto nemmeno a spiegare, ma che rappresentano una cattiva abitudine quando di tale rateizzazione se ne potrebbe fare a meno. Ovviamente è scontato dire che ci si sente molto meno coglioni a comprare una Bmw Serie 1 a 40mila Euro, rispetto che acquistandola in “comode” rate da 500€ al mese. Su questo Bmw e tutte le altre case costruttrici godono.

Il gruppo automobilistico guadagna tramite finanziamento

Come detto, le finanziarie che erogano il finanziamento sono di proprietà delle case costruttrici, ormai veri e propri gruppi finanziari, più che industriali. Il prestito viene gestito in base all’importo dell’anticipo che andrà a versare il cliente e che andrà a determinare la durata e la portata delle rate mensili. La durata del prestito molto spesso non può essere inferiore ai tre anni, con tempi che si vogliono far allungare sempre di più. Ovviamente la finanziaria e dunque direttamente la casa costruttrice ci guadagna da tutto ciò con i tassi d’interesse. Più il prestito si protrae nel tempo, più il margine di guadagno è ampio. Proprio per questo le auto proposte con acquisto tramite finanziamento hanno una scontistica applicata.

Il concessionario guadagna tramite il finanziamento

Il concessionario e il venditore che hanno formalizzato l’acquisto e l’accensione del finanziamento ricevono una provvigione da ciò. Inoltre nella sottoscrizione del finanziamento, nella quasi totalità delle volte, si ha l’obbligo di portare l’auto nelle officine del concessionario per eventuali riparazioni meccaniche e tagliandi fino alla durata del prestito. Tutto ciò comporta un ulteriore guadagno al concessionario, poiché conosciamo bene tutti quanti la gestione del listino prezzi delle loro officine.

Conclusioni

L’auto nella concezione Futurista e D’Annunziana era un sinonimo di libertà. Concetto rispettato in pieno per l’intero XX secolo e che ha determinato il suo successo totale. Oggi tutto ciò viene meno.

Il cliente ha perso ogni sua centralità e avverte sempre di più il peso del prodotto che acquista. Un prodotto sempre più mediocre, standardizzato e sovrapprezzato. Fortemente vessatorio anche dal punto di vista burocratico sia con lo stato e sia con la stessa concessionaria. Dove si è costretti ormai nella quasi totalità della casistica ad accendere un finanziamento, anche se si vorrebbe evitare di farlo, poichè si dispone dei mezzi per pagare la somma totale. Finanziamento implicante anche un iter molto complicato a cui non tutti possono accedere e che determina l’ennesima schedatura dei miei dati finanziari ad un organismo esterno allo stato.

In tutto ciò dov’è la sensazione di libertà?

Dov’è il senso di libertà nell’uscire di concessionario con un’auto pagata a caro prezzo, che non riesci a sentire tua finché non andrai a chiudere il finanziamento?

Dov’è il senso di libertà nella consapevolezza che non avrai libertà di gestione dell’auto e una volta terminato il finanziamento avrai un mezzo vecchio almeno di 3 anni con un prezzo di mercato almeno dimezzato rispetto a quanto l’hai pagato?

Tra stato italiano che spreme gli automobilisti e gruppi industriali/finanziari che raschiano ormai il fondo del barile per ottenere utili, questo mondo non funziona più. Occhio però, le persone si sono sempre più disincantate da tutto ciò, lo avvertono con sempre più pesantezza e disagio e il car sharing sta avanzando con passi da gigante. Questa mangiatoia prima o poi terminerà. Chi ci rimetterà saremo moralmente noi appassionati ed economicamente chi alimenta tutto questo sistema ormai marcio (concessionari, case automobilistiche, giornalisti, ecc…).

L’unica possibilità di tutela in un presente tanto compromesso, è nel nostro piccolo di premiare i produttori che mettono sul mercato prodotti validi con termini di acquisto onesti e convenienti per noi. Qualora dovessero mancare, rivolgetevi al mercato dell’usato.

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